La mia vita

Ciao a tutti …ben ritrovati come state?
Se siete qui a leggere la storia della mia vita, significa che vi siete divertiti a leggere “I miei amici”e se così non fosse, non fa niente… d’altra parte la curiosità fa parte dell’animo umano, perciò eccovi accontentati...

E’ il 1968, anche se sono le cinque della mattina, fa caldo perché è il 30 giugno e le contrazioni, per mia mamma sono dolorose; il mio animo ribelle si nota ancora prima di nascere, perché mi annodo con il cordone ombelicale ed il parto cesareo è obbligatorio. Nasco di domenica mattina, perciò propensa al riposo, almeno così speravano i miei, invece fu l’esatto contrario. Per i due anni successivi, dormo soltanto se mi cullano, altrimenti piango sgambettando come una matta.
Sotto il profilo del sonno, sono decisamente cambiata; quando posso, dormo veramente volentieri; sotto il profilo “atletico”, sono rimasta come allora…. e chi mi conosce, può confermare tale versione.
Passati gli anni “incubo” per i miei genitori, arriva l’età dell’asilo e dei primi contatti con gli altri bambini. Nei paesi (precisamente a Solero), andavano di moda le suore e così trascorro 10 anni di vita, con maestre vestite di grigio e con il velo in testa.
Ho vaghi ricordi di quel periodo, piccole frattaglie che rievoco con piacere per raccontarvele, perciò mettetevi comodi...

Grembiule rosa, verde, giallo o azzurro, cestino del pranzo in mano, solita faccia da schiaffi ed eccomi pronta ad affrontare una giornata alla scuola d’infanzia. Vado a piedi, accompagnata da uno dei nonni materni ed attraverso una porta di vetro e ferro che dà su un giardino. La vera porta d’ingresso è più avanti sulla destra sotto il portico; entro in una grande stanza che fa da spogliatoio ed in alto,appesi al muro, ci sono 7 palloncini di polistirolo di diverso colore, che indicano i giorni della settimana. Ricordo ancora ….giallo (lun.) azzurro (mar.) verde scuro (merc.) rosa (gio.) verde chiaro (ven.) marrone (sab.) bordeaux (dom.). Da come si può dedurre … lì ho imparato a riconoscere i giorni settimanali. Ho un flash …un paio di forbici…tranquilli, tranquilli non ho ammazzato nessuno, è il simbolo di riconoscimento stampato sul grembiule, per non confonderlo con quello di un altro compagno.
Le mie giornate passano in fretta, tra un gioco, un disegno e attività ludiche varie. In quegli anni ricordo di aver imparato ad andare sui pattini a rotelle, mi piace un sacco andare veloce… ma , decisamente meno gli speloni sulle ginocchia a causa delle cadute.
Cambia il grembiule…è diventato bianco ed ha un fiocco blu…è il mio primo giorno di scuola…

E’ la mamma che ha questo grave compito, mi lascia in classe con i miei nuovi compagni…e la mia nuova maestra…sempre vestita di grigio e con il velo in testa, ma è decisamente più alta e più magra…e si chiama suor Augusta (la stessa che aveva mia sorella). Ve lo avevo detto che ho una sorella?…Bhe ho una sorella… più grande di me di cinque anni.
Passato il primo anno di scuola, arriva il secondo ed aimè …anche la scarlattina.
In quel periodo a scuola c’è un’epidemia di varicella e io di cosa mi ammalo? Modestia a parte …mi devo sempre contraddistinguere. L’unico problema è che sono dovuta rimanere a letto per quaranta giorni (allora si curava in quel modo) e in seconda elementare avrei dovuto affrontare un esame a fine anno per passare in terza….meno male che suor Augusta mi voleva molto bene e non ha fatto storie per la lunga assenza.-“ Mamma, mamma sto male , c’è una grossa palla che mi insegue”e piango durante il sonno, senza rendermi conto che la febbre alta (oltre i quaranta ), mi fa delirare. Passati i primi giorni , trascorro il resto della malattia sul divano (a piano terra, mentre le camere sono al primo piano), leggendo “Topolino” e mangiando i “bucaneve”; esistono ancora oggi, sono biscotti secchi con il buco in mezzo e con piccole glasse di zucchero sopra.
Mi ricordo le mille raccomandazioni di mamma e papà “Ilaria fai la brava non ti alzare, non ti agitare troppo perché sudi…ecc ecc…”Altrimenti (l’unico modo era minacciarmi), rischi di non camminare più come prima a causa di altre complicazioni. Questo mi è rimasto bene in mente,tanto che mangio, leggo (peccato che leggevo sempre lo stesso giornalino…non chiedetemi perché…non lo so …forse mi ero affezionata alla storia), dormo…chi sta meglio di me? Un giorno però dimentico la bambola sul mobile di fronte e lì non sono bastate le minacce… mi sono alzata.Ma ho il terrore che mi succeda qualcosa …allora non cammino, gattono e mi salvo… pazzesco vero? Finalmente guarisco, passo l’esame e …cambia nuovamente il grembiule..diventa nero…

Prima media, caspita come mi sento grande …nuove materie, nuovi compagni, nuovi professori, nuove sensazioni. Il gruppo dei nuovi compagni arriva anche da un paese vicino, e faccio subito amicizia con Lucia, con la quale condivido questi tre anni e i prossimi quattro alla scuola superiore.
Chi ha letto l’altro articolo, può ricordare la timidezza, l’insicurezza in me stessa che ho in questo periodo della vita, soprattutto per quello che riguarda i rapporti con l’altro sesso. E’ cambiata decisamente una generazione, non pensavo assolutamente ad uscire, a flirtare con i ragazzi, a far finta di essere donna, a vestirmi alla moda, non era nella mia mentalità e neanche in quella delle mie compagne. Oh Dio … quelle più sveglie c’erano, ma in quantità minore rispetto ad ora.
Non so se era meglio o peggio, sono solo contenta di essermi goduto tutte le tappe della crescita (infanzia, adolescenza, giovinezza), senza rischiare di diventare grande troppo in fretta…..la vita scorre già così velocemente…

Comunque, filosofia a parte, le tre classi medie, passano ed incomincio a pensare al mio futuro; considerando di non essere una cima negli studi e volendo, forse, imitare mia sorella, scelgo di frequentare le scuole magistrali private, per maestra d’asilo. Un sacrificio enorme, per i miei genitori, la tassa annuale pesa decisamente sul bilancio familiare, perciò mi impegno affinché la promozione mi aiuti a non ripetere un anno e così riesco a diplomarmi e a fare pratica in un asilo all’ età di diciotto. Spero non ci siano foto che testimoniano questo periodo, perché sono veramente un mostro; pensate che Roby non mi ha riconosciuta in una foto di gruppo( tutto detto).
L’anno di tirocinio è la mia prima esperienza lavorativa (anche se non retribuita)ed è decisamente positiva; mi rendo conto che istruire bambini, di età compresa tra i 3 e i 5 anni, non è facile come pensavo, ma non mi demoralizzo …ci credo e mi piace.
Nel frattempo la mia vita sociale,trascorre serena, tra cene, discoteche e piccoli amori .Mi sento vecchia per quello che vi devo dire, ma lo dico….in discoteca ,allora, si entrava alle 22:30 23:00 e si usciva e si rientrava a casa per l’una, le due di notte al massimo.Incredibile come sono cambiati le mode e i divertimenti.
Torno indietro di qualche anno per raccontarvi l’eccitazione che si provava la sera di capodanno, l’unica in cui si poteva rincasare anche all’alba. Quando ero bambina, questo giorno era motivo d’incontro con i parenti abruzzesi, perciò si cenava e si giocava a tombola sino a notte inoltrata ; da ragazza, con l’intera compagnia, si cenava in qualche casa di campagna e si ballava….quanta emozione…attendevi con ansia che il tuo prediletto ti chiedesse di ballare…quante delusioni quando non accadeva e lo chiedeva alla tua amica…bhe! Penso sia capitato a tutti almeno una volta…In queste cene era tipico che ognuno portasse una pietanza (decisione presa all’unanimità, almeno 15gg prima), e la mia specialità era il “tiramisù”…questo dolce così ricco, così buono, così…calorico…Allora non mi preoccupavo di diete ed esercizi fisici, sino all’età di diciannove anni, quando divento anoressica . Sono arrivata a pesare 44 Kg per 163 cm di altezza; considerate che attualmente ne peso 57/58 . . . ok, ok non è rapportabile il peso con la forma fisica ….sappiamo tutti che quello che conta è la percentuale di grasso e sappiamo anche che il muscolo pesa più del grasso, ma se nessuno te lo spiega e hai come paragone le modelle, a quell’età ci caschi come un salame (scusate l’espressione,ma rende l’idea).
Supero anche questa fase, grazie alle persone che mi sono vicine e comprendono che non sempre la mente è in grado di distinguere quello che è logico e quello che non lo è .Non è logico arrivare a non mangiare più nulla, solo perché gli altri ti dicono di mangiare…non è logico mangiare e sputare nel water il boccone, per non ingoiarlo o peggio…vomitarlo dopo averlo ingerito…non è logico non riuscire a superare questa malattia ed arrivare a morire,perché per tanti questa non è una malattia, ma cazzate che hai nella testa (ricusate l’espressione). Io so che ci vuole coraggio e volontà da parte di tutti, di chi sta’ di qua e di là della barricata e vi dico: “Non mollate, la vita vale la pena di essere vissuta… e piuttosto iscrivetevi in palestra e seguite una sana alimentazione … io ne sono la prova vivente”.

Tornando a quel periodo della vita, ho la mia prima storia seria. Conosco e tre anni dopo sposo, Marco. Non va molto bene perché dopo due anni mi separo e qui esce l’atleta ILARIA.
Ero già iscritta in palestra da qualche mese , ma dopo la separazione, prendo le cose più seriamente e ROBY mi compila la prima scheda e la prima dieta.
Anno 1993, precisamente Gennaio…incomincio il nuovo allenamento e l’obbiettivo principale sono i campionati regionali il 16 Maggio. Ricordo che è sabato …e lavorando in un negozio, l’unica possibilità per stare a casa è ammalarmi. Ho una collega meravigliosa che mi appoggia, perciò sono tranquilla ed andiamo in quelli di Borgaro Torinese.
Emozionantissima, mi iscrivo alla gara e scopro che siamo in 16.Sembra un numero perfetto il 16 in 16…ed ecco …arriva il momento ..mi devo mallare. Ah …l’odore del mallo …come puoi dimenticarlo, se ti entra nel sangue non puoi più farne a meno…un po’ lo ami , un po’ lo odi (causa prima le macchie che lasci sulle tute) , ma il colore che hai addosso, fa risaltare ogni fibra , ogni vena, simboli di mesi di diete e allenamenti. Devo precisare che non è facile spalmare questa crema ( penso che tanti di voi sappiano quali disastri si possono fare sulla pelle di un atleta), ci vogliono mani esperte e precise, movimenti circolari e piccole “pacchette” con il palmo della mano.
Sono orgogliosa, mai avrei pensato di salire su un palco in costume e mostrare il mio fisico. MI sento bene , mi dà carica e fiducia in me stessa, e questo mi piace.
Arriva il momento della routine libera…”oh Dio tocca a me “ e ricordo i consigli di una persona speciale (mia suocera), che essendo giudice di gara mi disse “ricorda di guardare la giuria e sii te stessa”…grande consiglio, lo seguo e va alla grande.GRAZIE MARISA.
Passa il pre gara, ed andiamo a mangiare in un ristorante vicino e convenzionato. Non sono solo io a gareggiare, perciò insieme agli altri ragazzi sono in trepidazione e in attesa di un piatto di pasta “salato” e “condito”; chi ha esperienza di palchi, sa bene che dopo mesi di dieta e giorni iposodici,quel piatto rappresenta la manna dal cielo.
Arriva il momento più atteso…la premiazione. Si parte con la selezione delle prime sei…e…”ci sono”, poi si passa a premiare dalla sesta alla prima.”Ed ecco che si classifica al quarto posto l’atleta n°45 …..ILA…” –“Sono io”non mi sembra vero … sono al settimo cielo.
I ricordi sono frammentari, ed ogni tanto ne sbuca uno ….ora mi è venuto in mente la vacanza estiva nel 1987, a Laigueglia , vicino ad Alassio. Siamo io, mia sorella e la mia amica Laura.
La prima fatta da sola …che cosa fantastica! Sole, mare, spiaggia…. e tanti bei ragazzi . Una settimana da favola, ci siamo divertite un mondo.
Il 1987 mi ha portato anche in Germania, esattamente a Francoforte, ospite di cugini americani che lavoravano alla base NATO. Lì ho scoperto l’aerobica, mia cugina appassionatissima di Jane Fonda, saltellava a tempo di musica con una videocassetta accesa (tutte le mattine).
Aperta questa piccola parentesi, ritorniamo al periodo atletico….dov’ero rimasta? Ah si, al fatto che non mi sembrava vero di essere arrivata quarta. Quando ho preso la coppa in mano, giuro che gli occhi si sono inumiditi e non nascondo che anche i miei amici erano emozionati.
Rammento che ho attraversato la strada di corsa (appena uscita dal teatro), rischiando di essere travolta da un’auto, tanta era la gioia per aver vinto anche la coppa come migliore posatrice.
Come state? Se siete annoiati, allora è il momento di prendere una pausa ….di stiracchiarvi un po’ e….via si riparte…


Ah!… non vi ho detto chi ha vinto la categoria.. la mitica Nina Sabella.
La settimana successiva partecipo ai Campionati Nord Italia,ma non entro nelle sei; faccio anche esperienza con la gara a coppie, dove ci classifichiamo terzi.
La pausa estiva non fa altro che fomentare la passione per questo sport e insieme al mio preparatore atletico (è sempre stato Roby), decidiamo di prepararci per le selezioni mondiali. Decisamente un livello troppo alto, per pochi mesi di allenamento, ma la mia sete di esperienza non si ferma e mi porta anche sul mitico palco del “due Torri”(esattamente la prima edizione).
Nulla neanche in questo caso, ma mi accorgo che la competizione mi anima e mi rende sicura di me stessa. Sorvolo la vita sentimentale di quel periodo, per il semplice fatto che non mi piace parlare di persone con cui ho condiviso sensazioni e con cui non ho più contatto, per privace e per rispetto dei loro sentimenti . Trovo che parlare della vita privata, sia sì un modo per farsi conoscere, ma è anche importante ricordarsi che i sentimenti che condividi fanno parte della vita di una seconda persona, a cui forse può non piacere quello che racconti……e poi trovo che non sapere tutto stuzzica anche un po’ la fantasia di chi legge o no?
E’ il 1994 e in primavera divento campionessa regionale hard…ebbene si ho esperienza anche in questa categoria, ma solo fino ai campionati nord Italia, dove arrivo seconda ,e decido che non fa per me. Una settimana dopo, infatti, gareggio nella cat. Soft e su 16 atlete, arrivo quarta….questa è la mia categoria!

Pausa per un anno, sino al 10 giugno 1995, quando a Catania ci sono gli Italiani.Per me è stato un anno di duro lavoro e di sacrifici economici, perché con solo L.900.000, mi mantenevo una casa e la preparazione alla gara…ed è stata dura.La delusione che ho provato, non è stato arrivare terza, al massimo potevo essere seconda, ma è stata la sicurezza dell’atleta che ha vinto, nel proporsi già vincente la sera precedente……Io sono dell’idea che se meriti di vincere (come nel suo caso), non deve essere così palese il tuo atteggiamento, solo per il semplice rispetto delle altre atlete e della federazione (che si sa già essere politicamente corrotta).
Nauseata, da giochi sporchi, decido di fermarmi per più di un anno…. sino a quando sento un richiamo, che mi dice “perché non ci riprovi?” In un mese e poco più di allenamento faccio ….preparatevi perché esagero…. Selezioni per i mondiali…e il Trofeo “due Torri”….manco mi hanno vista, pesavo appena 48 Kg…ma il gusto della competizione, mi ha ridato la voglia di allenarmi.
Arriva il 1997 e nel mese di dicembre, esattamente il 6, a Schio c’è una gara di Fitness.E’ un campionato Italiano e io ci provo….è la mia prima esperienza nel fitness e la trovo entusiasmante
Mi classifico seconda, per uno scarto minimo con la prima , ma la posizione poco importa quando la tua vittoria è riuscire a salire sul palco e dare il meglio di te, ogni volta. Comunque non mi lamento perché vinco due premi in denaro, uno come “Miss posing” e l’altro come “Miss Eleganza”. Il viaggio per raggiungere questa cittadina in provincia di Vicenza, ricordo che è stato tragico. Siamo partiti il venerdì sera ,il 5 dicembre, in 5 sulla macchina carica di coppe per la premiazione e con una stanchezza infinita, sapendo già che al nostro arrivo avremmo dovuto scaricare tutto, prima di raggiungere l’hotel. Il tutto è peggiorato, quando abbiamo sbagliato direzione e ci siamo ritrovati sui monti , con la neve e con i caprioli che ci attraversano la strada.
Dopo cinque ore, arriviamo….scarichiamo e….andiamo a dormire…finalmente!!!
Bhe… come va’? state bene? Forse vi state annoiando…e se è così fatemelo sapere scrivendomi una e-mail…almeno so come comportarmi.
Ritengo che la Vostra opinione è fondamentale ….d’altra parte, se non ci foste Voi, io non sarei qui a scrivere…giusto? GIUSTO!!!….e se qualcuno non è d’accordo….(caspita… il fischio come si scrive?)….spero che qualcuno di Voi abbia visto Zelig ,altrimenti sembro matta.
Se avete deciso di continuare …

L’ anno successivo è importante per me, sia sotto il profilo atletico, che personale.E’ un anno di grandi decisioni e chi ha letto “i miei amici”, sa di cosa parlo ( per chi non lo ha fatto ha un motivo in più per recuperare questa grave mancanza…).Il 1998, mi porta per la prima volta, ad essere sponsorizzata da una ditta d’integratori, esattamente l’EUROSUP,calcando il palco di Rimini , come i grandi campioni. E’ un’esperienza importante per la mia crescita atletica….mi rendo conto per la prima volta l’importanza che avete Voi, in tutto questo gioco…senza la Vostra meravigliosa perseveranza,tutto ciò non sarebbe possibile…Non voglio sembrare una “lecchina”, ma è la verità e purtroppo ,mio malgrado, ritengo che spesso tanti atleti, lo dimenticano comportandosi come grandi star ; ma quali star? Tolti da questo mondo non siamo nessuno…..
Comunque, non voglio farmi troppi nemici e sorvolo per raccontarvi la mia prima fiera da atleta.
Parto il giovedì mattina ( non ricordo esattamente la data), per poter essere in fiera la mattina successiva, fresca e riposata.Arrivo con comodo e ho appuntamento con il responsabile della ditta,alle 14:00, davanti alla fiera. Mi porta in hotel e gli chiedo le direttive per il giorno successivo.
Cerco di rilassarmi e attendo con ansia il venerdì….che arriva in un battere di ciglio.
Preparata la borsa con i cambi dei costumi, scarpe e straccetti vari , ci dirigiamo in fiera…. Ho una paura fottuta, non so come comportarmi , mi controllo mille volte allo specchio e chiedo a Riccardo (il responsabile), come stò…e lui con tanta pazienza, mi tranquillizza.
Arriviamo allo stand e conosco tutti quelli dello staff( atleti e personale della ditta), facendo subito amicizia… siamo tutti ragazzi giovani ,perciò c’è una buona intesa.
Dopo la prima esibizione, è un susseguirsi di foto con un sacco di gente …e credetemi quando vi dico che dopo un po’ non capivo più nulla, non sapevo più dov’ero e cosa facevo.
Con il passare degli anni, la capacità di gestire le emozioni è migliorata , anche se ogni volta che devo salire sul palco, ho il cuore che batte all’impazzata.
Quei tre giorni di fiera passano molto in fretta….e arriva così il lunedì mattina , giorno dei saluti.
Come ogni anno, da allora, la fine della fiera rappresenta un insieme di emozioni contrastanti.
Innanzitutto il dispiacere di lasciare i tuoi compagni d’avventura , che per giorni insieme a te hanno condiviso sudore e fatica,il dispiacere di lasciare lo staff della ditta , che suda e fatica anche più di noi atleti, ma con meno”visibilità”, il dispiacere di lasciare il palco di Rimini, che per tanto criticato….resta il palco delle fiere italiane, più ambito….e non da meno (scusate, ma un po’ di sano narcisismo ci vuole), l’eccitazione e l’adrenalina che si ha davanti al pubblico durante le esibizioni….muscoli,fibre, vene che vibrano insieme a te e alla musica e che scandiscono un tempo fatto di diete , allenamenti e passione. E qui, il rovescio della medaglia , fa si che la fine della fiera significhi la fine della dieta, con relativo periodo di riposo dagli allenamenti , perciò le fauci e lo stomaco degli atleti quella mattina, sono irrimediabilmente a rischio. Brioche ,farcite e non (io le preferisco con il cacao), torte , nutella, marmellata,burro e chi più ne ha più ne metta, sono gli unici obbiettivi appena ci si alza….poi vengono i saluti.
Fatta questa parentesi, direi che posso continuare il mio racconto , se siete d’accordo.
L’estate di quell’anno a livello di vita personale è un disastro. Mi separo per la seconda volta e per i miei genitori accettarlo è difficile.Ma come dice il detto “ogni scarafone è bello a mamma sua”e premettendo che ho due genitori meravigliosi, per fine anno le cose si tranquillizzano.
Ed è proprio in questo periodo che nasce la mia storia d’amore con Roby, storia che ancora adesso mi appassiona e che mi ha cambiato la vita.



Muscoli, classe e femminilità

 
Le campionesse che hanno popolato la palestra Somatos 2000 hanno spaziato in tutti i settori (hard, soft e fitness). Tra di loro è costante la presenza di un'atleta in particolare, che, malgrado non abbia mai avuto grandi successi sotto il profilo agonistico (campionessa regionale cat. hard, campionessa nord italiana cat. hard, campionessa nord italiana cat. soft, 4^ camp. italiani soft, 3^ camp. italiani soft, 1^ classificata per due volte al Grand Prix Nazionale Città di Milano e conclude la sua carriera agonistica con una piazza d'onore ai campionati italiani di fitness del 97), ha sempre occupato, con modestia e serietà, uno spazio preciso che ha creato interesse sia tra i fans del ,muscolo e3 delle belle formeche tra ditte e attività che ruotano intorno alla donna ed allo sport.
Questa atleta si chiama Ilaria De Santi.
La storia di Ilaria è comune a quella di molte atlete al di fuori del fatto che ha iniziato come soft per poi gareggiare nell'hard, ritornare nel soft ed infine scegliere il fitness. Questo vagabondare tra le varie categorie è giustificato dalla poca chiarezza che le distingue escludendo le hard.
La scelta finale per la categoria Fitness è a seguito della forte determinazione di Ilaria a mantenere canoni estetici di femminilità senza accettare compromessi, conscia di essere limitata nei risultati nel settore agonistico malgrado il notevole bagaglio muscolare che può e potrebbe esprimere. Come già accennato precedentemente, Ilaria ha sempre avuto grandi doti personali che sono state esaltate con la pratica del bodybuilding; un'innata sensualità e malizia, grande classe e carisma, movenze eleganti quasi feline che vengono espresse in modo particolare nelle sue routine di gara, ma anche nelle cose semplici di tutti i giorni.
Tutto ciò associato a semplicità grande voglia di comunicare ed una contagiosa positività e disponibilità nei confronti di tutti. Questo suo modo di essere le ha permesso di avere numerose soddisfazioni sotto il profilo lavorativo; molto richiesta per servizi fotografici, per esibizioni sia di ballo che di bodybulding, testimonial per ditte del settore (testimonial Eurosup nel 1997 e Gensan 1999, 2000, 2001) e non, lavora molto come personal trainer e dirige con successo il settore di aerobica e star bike della sua palestra dove le allieve vedono in lei un ideale di donna da raggiungere.
Può vantare un fisico sportivo in forma tutto l'anno grazie anche alle 15 ore di aerobica svolte durante la settimana. Oltre a ciò, come tante delle "malate" del popolo del ferro si allena quasi tutti i giorni con i pesi e svolge quelle attività casalinghe che, se fatte con una certa cura, richiedono un grande impegno ed un notevole dispendio energetico.
Anche se profondamente innamorata delle pedane di gara culturistiche, momentaneamente le sue scelte non prevedono competizioni, ma chissà, la febbre è già alta e può darsi che un domani il virus culturistico si manifesti ancora.
Ilariia, una ragazza speciale... come tante altre.

 
Ilaria De Santi
 
Ilaria nasce ad Alessandria il 30 giugno 1968 e coltiva fin da ragazzina una grossa passione per lo sport che purtroppo non riesce ad esprimere fino ai 24/25 anni. Malgrado sia partita in ritardo per poter praticare le discipline più conosciute, ha la fortuna di iscriversi in palestra, ed in breve tempo, grazie alle sue doti atletiche naturali passa da allieva ad insegnante, poi ad atleta agonista ed infine a Vice Presidente dell'Associazione Sportiva "Somatos 2000", facendo dello sport il suo lavoro. Quale migliore immagine se non la sua che unisce grandi doti di femminilità, potenziale atletico e carisma a rappresentare la palestra dove lavora e passa la maggior parte della sua giornata.
È importante ricordare che oltre a lavorare nell'animazione e per diversi nomi conosciuti nell'ambiente fotografico, Ilaria è testimonial della "Gensan", una delle più grandi ditte nel settore degli integratori e vanta una piazza d'onore ai Campionati Italiani di Fitness del 1997.
Ilaria ha la fortuna di potersi mantenere in forma tutto l'anno grazie all'intensa attività di insegnante di Star Bike, step, circuit training, ed altre discipline che svolge all'interno della Somatos.
È disponibile per seminari, esibizioni, set fotografici o quant'altro. Potete contattarla tramite il suo sito o direttamente sul recapito telefonico della palestra.