| La
mia vita
Ciao a tutti
ben ritrovati come state?
Se siete qui a leggere la storia della mia vita, significa
che vi siete divertiti a leggere I miei amicie
se così non fosse, non fa niente
daltra
parte la curiosità fa parte dellanimo umano,
perciò eccovi accontentati...
E il 1968, anche se sono le cinque della mattina,
fa caldo perché è il 30 giugno e le contrazioni,
per mia mamma sono dolorose; il mio animo ribelle si nota
ancora prima di nascere, perché mi annodo con il
cordone ombelicale ed il parto cesareo è obbligatorio.
Nasco di domenica mattina, perciò propensa al riposo,
almeno così speravano i miei, invece fu lesatto
contrario. Per i due anni successivi, dormo soltanto se
mi cullano, altrimenti piango sgambettando come una matta.
Sotto il profilo del sonno, sono decisamente cambiata;
quando posso, dormo veramente volentieri; sotto il profilo
atletico, sono rimasta come allora
.
e chi mi conosce, può confermare tale versione.
Passati gli anni incubo per i miei genitori,
arriva letà dellasilo e dei primi contatti
con gli altri bambini. Nei paesi (precisamente a Solero),
andavano di moda le suore e così trascorro 10 anni
di vita, con maestre vestite di grigio e con il velo in
testa.
Ho vaghi ricordi di quel periodo, piccole frattaglie che
rievoco con piacere per raccontarvele, perciò mettetevi
comodi...
Grembiule rosa, verde, giallo o azzurro, cestino del pranzo
in mano, solita faccia da schiaffi ed eccomi pronta ad
affrontare una giornata alla scuola dinfanzia. Vado
a piedi, accompagnata da uno dei nonni materni ed attraverso
una porta di vetro e ferro che dà su un giardino.
La vera porta dingresso è più avanti
sulla destra sotto il portico; entro in una grande stanza
che fa da spogliatoio ed in alto,appesi al muro, ci sono
7 palloncini di polistirolo di diverso colore, che indicano
i giorni della settimana. Ricordo ancora
.giallo
(lun.) azzurro (mar.) verde scuro (merc.) rosa (gio.)
verde chiaro (ven.) marrone (sab.) bordeaux (dom.). Da
come si può dedurre
lì ho imparato
a riconoscere i giorni settimanali. Ho un flash
un
paio di forbici
tranquilli, tranquilli non ho ammazzato
nessuno, è il simbolo di riconoscimento stampato
sul grembiule, per non confonderlo con quello di un altro
compagno.
Le mie giornate passano in fretta, tra un gioco, un disegno
e attività ludiche varie. In quegli anni ricordo
di aver imparato ad andare sui pattini a rotelle, mi piace
un sacco andare veloce
ma , decisamente meno gli
speloni sulle ginocchia a causa delle cadute.
Cambia il grembiule
è diventato bianco ed
ha un fiocco blu
è il mio primo giorno di
scuola
E la mamma che ha questo grave compito, mi lascia
in classe con i miei nuovi compagni
e la mia nuova
maestra
sempre vestita di grigio e con il velo in
testa, ma è decisamente più alta e più
magra
e si chiama suor Augusta (la stessa che aveva
mia sorella). Ve lo avevo detto che ho una sorella?
Bhe
ho una sorella
più grande di me di cinque
anni.
Passato il primo anno di scuola, arriva il secondo ed
aimè
anche la scarlattina.
In quel periodo a scuola cè unepidemia
di varicella e io di cosa mi ammalo? Modestia a parte
mi devo sempre contraddistinguere. Lunico
problema è che sono dovuta rimanere a letto per
quaranta giorni (allora si curava in quel modo) e in seconda
elementare avrei dovuto affrontare un esame a fine anno
per passare in terza
.meno male che suor Augusta
mi voleva molto bene e non ha fatto storie per la lunga
assenza.- Mamma, mamma sto male , cè
una grossa palla che mi inseguee piango durante
il sonno, senza rendermi conto che la febbre alta (oltre
i quaranta ), mi fa delirare. Passati i primi giorni ,
trascorro il resto della malattia sul divano (a piano
terra, mentre le camere sono al primo piano), leggendo
Topolino e mangiando i bucaneve;
esistono ancora oggi, sono biscotti secchi con il buco
in mezzo e con piccole glasse di zucchero sopra.
Mi ricordo le mille raccomandazioni di mamma e papà
Ilaria fai la brava non ti alzare, non ti agitare
troppo perché sudi
ecc ecc
Altrimenti
(lunico modo era minacciarmi), rischi di non camminare
più come prima a causa di altre complicazioni.
Questo mi è rimasto bene in mente,tanto che mangio,
leggo (peccato che leggevo sempre lo stesso giornalino
non
chiedetemi perché
non lo so
forse mi
ero affezionata alla storia), dormo
chi sta meglio
di me? Un giorno però dimentico la bambola sul
mobile di fronte e lì non sono bastate le minacce
mi sono alzata.Ma ho il terrore che mi succeda qualcosa
allora non cammino, gattono e mi salvo
pazzesco
vero? Finalmente guarisco, passo lesame e
cambia
nuovamente il grembiule..diventa nero
Prima media, caspita come mi sento grande
nuove
materie, nuovi compagni, nuovi professori, nuove sensazioni.
Il gruppo dei nuovi compagni arriva anche da un paese
vicino, e faccio subito amicizia con Lucia, con la quale
condivido questi tre anni e i prossimi quattro alla scuola
superiore.
Chi ha letto laltro articolo, può ricordare
la timidezza, linsicurezza in me stessa che ho in
questo periodo della vita, soprattutto per quello che
riguarda i rapporti con laltro sesso. E cambiata
decisamente una generazione, non pensavo assolutamente
ad uscire, a flirtare con i ragazzi, a far finta di essere
donna, a vestirmi alla moda, non era nella mia mentalità
e neanche in quella delle mie compagne. Oh Dio
quelle più sveglie cerano, ma in quantità
minore rispetto ad ora.
Non so se era meglio o peggio, sono solo contenta di essermi
goduto tutte le tappe della crescita (infanzia, adolescenza,
giovinezza), senza rischiare di diventare grande troppo
in fretta
..la vita scorre già così
velocemente
Comunque, filosofia a parte, le tre classi medie, passano
ed incomincio a pensare al mio futuro; considerando di
non essere una cima negli studi e volendo, forse, imitare
mia sorella, scelgo di frequentare le scuole magistrali
private, per maestra dasilo. Un sacrificio enorme,
per i miei genitori, la tassa annuale pesa decisamente
sul bilancio familiare, perciò mi impegno affinché
la promozione mi aiuti a non ripetere un anno e così
riesco a diplomarmi e a fare pratica in un asilo all
età di diciotto. Spero non ci siano foto che testimoniano
questo periodo, perché sono veramente un mostro;
pensate che Roby non mi ha riconosciuta in una foto di
gruppo( tutto detto).
Lanno di tirocinio è la mia prima esperienza
lavorativa (anche se non retribuita)ed è decisamente
positiva; mi rendo conto che istruire bambini, di età
compresa tra i 3 e i 5 anni, non è facile come
pensavo, ma non mi demoralizzo
ci credo e mi piace.
Nel frattempo la mia vita sociale,trascorre serena, tra
cene, discoteche e piccoli amori .Mi sento vecchia per
quello che vi devo dire, ma lo dico
.in discoteca
,allora, si entrava alle 22:30 23:00 e si usciva e si
rientrava a casa per luna, le due di notte al massimo.Incredibile
come sono cambiati le mode e i divertimenti.
Torno indietro di qualche anno per raccontarvi leccitazione
che si provava la sera di capodanno, lunica in cui
si poteva rincasare anche allalba. Quando ero bambina,
questo giorno era motivo dincontro con i parenti
abruzzesi, perciò si cenava e si giocava a tombola
sino a notte inoltrata ; da ragazza, con lintera
compagnia, si cenava in qualche casa di campagna e si
ballava
.quanta emozione
attendevi con ansia
che il tuo prediletto ti chiedesse di ballare
quante
delusioni quando non accadeva e lo chiedeva alla tua amica
bhe!
Penso sia capitato a tutti almeno una volta
In queste
cene era tipico che ognuno portasse una pietanza (decisione
presa allunanimità, almeno 15gg prima), e
la mia specialità era il tiramisù
questo
dolce così ricco, così buono, così
calorico
Allora
non mi preoccupavo di diete ed esercizi fisici, sino alletà
di diciannove anni, quando divento anoressica . Sono arrivata
a pesare 44 Kg per 163 cm di altezza; considerate che
attualmente ne peso 57/58 . . . ok, ok non è rapportabile
il peso con la forma fisica
.sappiamo tutti che
quello che conta è la percentuale di grasso e sappiamo
anche che il muscolo pesa più del grasso, ma se
nessuno te lo spiega e hai come paragone le modelle, a
quelletà ci caschi come un salame (scusate
lespressione,ma rende lidea).
Supero anche questa fase, grazie alle persone che mi sono
vicine e comprendono che non sempre la mente è
in grado di distinguere quello che è logico e quello
che non lo è .Non è logico arrivare a non
mangiare più nulla, solo perché gli altri
ti dicono di mangiare
non è logico mangiare
e sputare nel water il boccone, per non ingoiarlo o peggio
vomitarlo
dopo averlo ingerito
non è logico non riuscire
a superare questa malattia ed arrivare a morire,perché
per tanti questa non è una malattia, ma cazzate
che hai nella testa (ricusate lespressione). Io
so che ci vuole coraggio e volontà da parte di
tutti, di chi sta di qua e di là della barricata
e vi dico: Non mollate, la vita vale la pena di
essere vissuta
e piuttosto iscrivetevi in palestra
e seguite una sana alimentazione
io ne sono la
prova vivente.
Tornando a quel periodo della
vita, ho la mia prima storia seria. Conosco e tre anni
dopo sposo, Marco. Non va molto bene perché dopo
due anni mi separo e qui esce latleta ILARIA.
Ero già iscritta in palestra da qualche mese ,
ma dopo la separazione, prendo le cose più seriamente
e ROBY mi compila la prima scheda e la prima dieta.
Anno 1993, precisamente Gennaio
incomincio il nuovo
allenamento e lobbiettivo principale sono i campionati
regionali il 16 Maggio. Ricordo che è sabato
e
lavorando in un negozio, lunica possibilità
per stare a casa è ammalarmi. Ho una collega meravigliosa
che mi appoggia, perciò sono tranquilla ed andiamo
in quelli di Borgaro Torinese.
Emozionantissima, mi iscrivo alla gara e scopro che siamo
in 16.Sembra un numero perfetto il 16 in 16
ed ecco
arriva il momento ..mi devo mallare. Ah
lodore
del mallo
come puoi dimenticarlo, se ti entra nel
sangue non puoi più farne a meno
un po
lo ami , un po lo odi (causa prima le macchie che
lasci sulle tute) , ma il colore che hai addosso, fa risaltare
ogni fibra , ogni vena, simboli di mesi di diete e allenamenti.
Devo precisare che non è facile spalmare questa
crema ( penso che tanti di voi sappiano quali disastri
si possono fare sulla pelle di un atleta), ci vogliono
mani esperte e precise, movimenti circolari e piccole
pacchette con il palmo della mano.
Sono orgogliosa, mai avrei pensato di salire su un palco
in costume e mostrare il mio fisico. MI sento bene , mi
dà carica e fiducia in me stessa, e questo mi piace.
Arriva il momento della routine libera
oh Dio
tocca a me e ricordo i consigli di una persona
speciale (mia suocera), che essendo giudice di gara mi
disse ricorda di guardare la giuria e sii te stessa
grande
consiglio, lo seguo e va alla grande.GRAZIE MARISA.
Passa il pre gara, ed andiamo a mangiare in un ristorante
vicino e convenzionato. Non sono solo io a gareggiare,
perciò insieme agli altri ragazzi sono in trepidazione
e in attesa di un piatto di pasta salato e
condito; chi ha esperienza di palchi, sa bene
che dopo mesi di dieta e giorni iposodici,quel piatto
rappresenta la manna dal cielo.
Arriva il momento più atteso
la premiazione.
Si parte con la selezione delle prime sei
e
ci
sono, poi si passa a premiare dalla sesta alla prima.Ed
ecco che si classifica al quarto posto latleta n°45
..ILA
Sono ionon mi
sembra vero
sono al settimo cielo.
I ricordi sono frammentari, ed ogni tanto ne sbuca uno
.ora mi è venuto in mente la vacanza estiva
nel 1987, a Laigueglia , vicino ad Alassio. Siamo io,
mia sorella e la mia amica Laura.
La prima fatta da sola
che cosa fantastica! Sole,
mare, spiaggia
. e tanti bei ragazzi . Una settimana
da favola, ci siamo divertite un mondo.
Il 1987 mi ha portato anche in Germania, esattamente a
Francoforte, ospite di cugini americani che lavoravano
alla base NATO. Lì ho scoperto laerobica,
mia cugina appassionatissima di Jane Fonda, saltellava
a tempo di musica con una videocassetta accesa (tutte
le mattine).
Aperta questa piccola parentesi, ritorniamo al periodo
atletico
.dovero rimasta? Ah si, al fatto che
non mi sembrava vero di essere arrivata quarta. Quando
ho preso la coppa in mano, giuro che gli occhi si sono
inumiditi e non nascondo che anche i miei amici erano
emozionati.
Rammento che ho attraversato la strada di corsa (appena
uscita dal teatro), rischiando di essere travolta da unauto,
tanta era la gioia per aver vinto anche la coppa come
migliore posatrice.
Come state? Se siete annoiati, allora è il momento
di prendere una pausa
.di stiracchiarvi un po
e
.via si riparte
Ah!… non vi ho detto
chi ha vinto la categoria.. la mitica Nina Sabella.
La settimana successiva partecipo ai Campionati Nord Italia,ma
non entro nelle sei; faccio anche esperienza con la gara
a coppie, dove ci classifichiamo terzi.
La pausa estiva non fa altro che fomentare la passione
per questo sport e insieme al mio preparatore atletico
(è sempre stato Roby), decidiamo di prepararci
per le selezioni mondiali. Decisamente un livello troppo
alto, per pochi mesi di allenamento, ma la mia sete di
esperienza non si ferma e mi porta anche sul mitico palco
del “due Torri”(esattamente la prima edizione).
Nulla neanche in questo caso, ma mi accorgo che la competizione
mi anima e mi rende sicura di me stessa. Sorvolo la vita
sentimentale di quel periodo, per il semplice fatto che
non mi piace parlare di persone con cui ho condiviso sensazioni
e con cui non ho più contatto, per privace e per
rispetto dei loro sentimenti . Trovo che parlare della
vita privata, sia sì un modo per farsi conoscere,
ma è anche importante ricordarsi che i sentimenti
che condividi fanno parte della vita di una seconda persona,
a cui forse può non piacere quello che racconti……e
poi trovo che non sapere tutto stuzzica anche un po’
la fantasia di chi legge o no?
E’ il 1994 e in primavera divento campionessa regionale
hard…ebbene si ho esperienza anche in questa categoria,
ma solo fino ai campionati nord Italia, dove arrivo seconda
,e decido che non fa per me. Una settimana dopo, infatti,
gareggio nella cat. Soft e su 16 atlete, arrivo quarta….questa
è la mia categoria!
Pausa per un anno, sino al 10 giugno 1995, quando a Catania
ci sono gli Italiani.Per me è stato un anno di
duro lavoro e di sacrifici economici, perché con
solo L.900.000, mi mantenevo una casa e la preparazione
alla gara…ed è stata dura.La delusione che
ho provato, non è stato arrivare terza, al massimo
potevo essere seconda, ma è stata la sicurezza
dell’atleta che ha vinto, nel proporsi già
vincente la sera precedente……Io sono dell’idea
che se meriti di vincere (come nel suo caso), non deve
essere così palese il tuo atteggiamento, solo per
il semplice rispetto delle altre atlete e della federazione
(che si sa già essere politicamente corrotta).
Nauseata, da giochi sporchi, decido di fermarmi per più
di un anno…. sino a quando sento un richiamo, che
mi dice “perché non ci riprovi?” In
un mese e poco più di allenamento faccio ….preparatevi
perché esagero…. Selezioni per i mondiali…e
il Trofeo “due Torri”….manco mi hanno
vista, pesavo appena 48 Kg…ma il gusto della competizione,
mi ha ridato la voglia di allenarmi.
Arriva il 1997 e nel mese di dicembre, esattamente il
6, a Schio c’è una gara di Fitness.E’
un campionato Italiano e io ci provo….è la
mia prima esperienza nel fitness e la trovo entusiasmante
Mi classifico seconda, per uno scarto minimo con la prima
, ma la posizione poco importa quando la tua vittoria
è riuscire a salire sul palco e dare il meglio
di te, ogni volta. Comunque non mi lamento perché
vinco due premi in denaro, uno come “Miss posing”
e l’altro come “Miss Eleganza”. Il viaggio
per raggiungere questa cittadina in provincia di Vicenza,
ricordo che è stato tragico. Siamo partiti il venerdì
sera ,il 5 dicembre, in 5 sulla macchina carica di coppe
per la premiazione e con una stanchezza infinita, sapendo
già che al nostro arrivo avremmo dovuto scaricare
tutto, prima di raggiungere l’hotel. Il tutto è
peggiorato, quando abbiamo sbagliato direzione e ci siamo
ritrovati sui monti , con la neve e con i caprioli che
ci attraversano la strada.
Dopo cinque ore, arriviamo….scarichiamo e….andiamo
a dormire…finalmente!!!
Bhe… come va’? state bene? Forse vi state
annoiando…e se è così fatemelo sapere
scrivendomi una e-mail…almeno so come comportarmi.
Ritengo che la Vostra opinione è fondamentale ….d’altra
parte, se non ci foste Voi, io non sarei qui a scrivere…giusto?
GIUSTO!!!….e se qualcuno non è d’accordo….(caspita…
il fischio come si scrive?)….spero che qualcuno
di Voi abbia visto Zelig ,altrimenti sembro matta.
Se avete deciso di continuare …
L’ anno successivo è importante per me, sia
sotto il profilo atletico, che personale.E’ un anno
di grandi decisioni e chi ha letto “i miei amici”,
sa di cosa parlo ( per chi non lo ha fatto ha un motivo
in più per recuperare questa grave mancanza…).Il
1998, mi porta per la prima volta, ad essere sponsorizzata
da una ditta d’integratori, esattamente l’EUROSUP,calcando
il palco di Rimini , come i grandi campioni. E’
un’esperienza importante per la mia crescita atletica….mi
rendo conto per la prima volta l’importanza che
avete Voi, in tutto questo gioco…senza la Vostra
meravigliosa perseveranza,tutto ciò non sarebbe
possibile…Non voglio sembrare una “lecchina”,
ma è la verità e purtroppo ,mio malgrado,
ritengo che spesso tanti atleti, lo dimenticano comportandosi
come grandi star ; ma quali star? Tolti da questo mondo
non siamo nessuno…..
Comunque, non voglio farmi troppi nemici e sorvolo per
raccontarvi la mia prima fiera da atleta.
Parto il giovedì mattina ( non ricordo esattamente
la data), per poter essere in fiera la mattina successiva,
fresca e riposata.Arrivo con comodo e ho appuntamento
con il responsabile della ditta,alle 14:00, davanti alla
fiera. Mi porta in hotel e gli chiedo le direttive per
il giorno successivo.
Cerco di rilassarmi e attendo con ansia il venerdì….che
arriva in un battere di ciglio.
Preparata la borsa con i cambi dei costumi, scarpe e straccetti
vari , ci dirigiamo in fiera…. Ho una paura fottuta,
non so come comportarmi , mi controllo mille volte allo
specchio e chiedo a Riccardo (il responsabile), come stò…e
lui con tanta pazienza, mi tranquillizza.
Arriviamo allo stand e conosco tutti quelli dello staff(
atleti e personale della ditta), facendo subito amicizia…
siamo tutti ragazzi giovani ,perciò c’è
una buona intesa.
Dopo la prima esibizione, è un susseguirsi di foto
con un sacco di gente …e credetemi quando vi dico
che dopo un po’ non capivo più nulla, non
sapevo più dov’ero e cosa facevo.
Con il passare degli anni, la capacità di gestire
le emozioni è migliorata , anche se ogni volta
che devo salire sul palco, ho il cuore che batte all’impazzata.
Quei tre giorni di fiera passano molto in fretta….e
arriva così il lunedì mattina , giorno dei
saluti.
Come ogni anno, da allora, la fine della fiera rappresenta
un insieme di emozioni contrastanti.
Innanzitutto il dispiacere di lasciare i tuoi compagni
d’avventura , che per giorni insieme a te hanno
condiviso sudore e fatica,il dispiacere di lasciare lo
staff della ditta , che suda e fatica anche più
di noi atleti, ma con meno”visibilità”,
il dispiacere di lasciare il palco di Rimini, che per
tanto criticato….resta il palco delle fiere italiane,
più ambito….e non da meno (scusate, ma un
po’ di sano narcisismo ci vuole), l’eccitazione
e l’adrenalina che si ha davanti al pubblico durante
le esibizioni….muscoli,fibre, vene che vibrano insieme
a te e alla musica e che scandiscono un tempo fatto di
diete , allenamenti e passione. E qui, il rovescio della
medaglia , fa si che la fine della fiera significhi la
fine della dieta, con relativo periodo di riposo dagli
allenamenti , perciò le fauci e lo stomaco degli
atleti quella mattina, sono irrimediabilmente a rischio.
Brioche ,farcite e non (io le preferisco con il cacao),
torte , nutella, marmellata,burro e chi più ne
ha più ne metta, sono gli unici obbiettivi appena
ci si alza….poi vengono i saluti.
Fatta questa parentesi, direi che posso continuare il
mio racconto , se siete d’accordo.
L’estate di quell’anno a livello di vita personale
è un disastro. Mi separo per la seconda volta e
per i miei genitori accettarlo è difficile.Ma come
dice il detto “ogni scarafone è bello a mamma
sua”e premettendo che ho due genitori meravigliosi,
per fine anno le cose si tranquillizzano.
Ed è proprio in questo periodo che nasce la mia
storia d’amore con Roby, storia che ancora adesso
mi appassiona e che mi ha cambiato la vita.
Muscoli, classe e femminilità
Le campionesse che hanno popolato la palestra Somatos
2000 hanno spaziato in tutti i settori (hard, soft e fitness).
Tra di loro è costante la presenza di un'atleta
in particolare, che, malgrado non abbia mai avuto grandi
successi sotto il profilo agonistico (campionessa regionale
cat. hard, campionessa nord italiana cat. hard, campionessa
nord italiana cat. soft, 4^ camp. italiani soft, 3^ camp.
italiani soft, 1^ classificata per due volte al Grand
Prix Nazionale Città di Milano e conclude la sua
carriera agonistica con una piazza d'onore ai campionati
italiani di fitness del 97), ha sempre occupato, con modestia
e serietà, uno spazio preciso che ha creato interesse
sia tra i fans del ,muscolo e3 delle belle formeche tra
ditte e attività che ruotano intorno alla donna
ed allo sport.
Questa atleta si chiama Ilaria De Santi.
La storia di Ilaria è comune a quella di molte
atlete al di fuori del fatto che ha iniziato come soft
per poi gareggiare nell'hard, ritornare nel soft ed infine
scegliere il fitness. Questo vagabondare tra le varie
categorie è giustificato dalla poca chiarezza che
le distingue escludendo le hard.
La scelta finale per la categoria Fitness è a seguito
della forte determinazione di Ilaria a mantenere canoni
estetici di femminilità senza accettare compromessi,
conscia di essere limitata nei risultati nel settore agonistico
malgrado il notevole bagaglio muscolare che può
e potrebbe esprimere. Come già accennato precedentemente,
Ilaria ha sempre avuto grandi doti personali che sono
state esaltate con la pratica del bodybuilding; un'innata
sensualità e malizia, grande classe e carisma,
movenze eleganti quasi feline che vengono espresse in
modo particolare nelle sue routine di gara, ma anche nelle
cose semplici di tutti i giorni.
Tutto ciò associato a semplicità grande
voglia di comunicare ed una contagiosa positività
e disponibilità nei confronti di tutti. Questo
suo modo di essere le ha permesso di avere numerose soddisfazioni
sotto il profilo lavorativo; molto richiesta per servizi
fotografici, per esibizioni sia di ballo che di bodybulding,
testimonial per ditte del settore (testimonial Eurosup
nel 1997 e Gensan 1999, 2000, 2001) e non, lavora molto
come personal trainer e dirige con successo il settore
di aerobica e star bike della sua palestra dove le allieve
vedono in lei un ideale di donna da raggiungere.
Può vantare un fisico sportivo in forma tutto l'anno
grazie anche alle 15 ore di aerobica svolte durante la
settimana. Oltre a ciò, come tante delle "malate"
del popolo del ferro si allena quasi tutti i giorni con
i pesi e svolge quelle attività casalinghe che,
se fatte con una certa cura, richiedono un grande impegno
ed un notevole dispendio energetico.
Anche se profondamente innamorata delle pedane di gara
culturistiche, momentaneamente le sue scelte non prevedono
competizioni, ma chissà, la febbre è già
alta e può darsi che un domani il virus culturistico
si manifesti ancora.
Ilariia, una ragazza speciale... come tante altre. |